martedì, agosto 29

Se decidiamo che l’amore sia una forma d’arte allora richiede impegno, saggezza e fatica. Se crediamo sia solo una bella sensazione, qualcosa che s’incontra per caso, allora possiamo essere convinti che tutto dipenda dalla fortuna. Tutti abbiamo bisogno d’amore, leggiamo storie d’amore, ascoltiamo canzoni d’amore, vediamo volentieri film con storie d’amore, e siamo tutti più o meno convinti che sia una cosa istintiva, sulla quale non ci sia niente da imparare. La maggior parte della gente che conosco è convinta che amore significhi essere amati e non amare. Pertanto consumano la loro esistenza a rendersi amabili. Una delle strade oggi, soprattutto per gli uomini, è quella di diventare ricchi e potenti ed avere un gran successo nella vita. Le donne preferiscono la strada di rendersi il più possibile attraenti, belle, con il trucco, i vestiti e un atteggiamento interessante. Oggi si ritiene sia molto difficile trovare la persona giusta che ci amerà e che saremo in grado di amare. Un tempo queste questioni erano pianificate dall’intera famiglia, la questione non era quasi mai personale, i matrimoni, i fidanzamenti avevano scopi di convenienza sociale ed economica e si pensava che l’amore sarebbe venuto in un secondo tempo. Oggi la questione è diventata una faccenda strettamente personale, si cerca l’amore romantico, di solito, e di conseguenza sì da molta importanza all’oggetto dell’amore, ovvero alla persona che si amerà e non più alla funzione dell’amore. Quello che determina l’attrattiva, è un insieme di cose che si possono desiderare nell’altro. La moda del momento gioca il resto, sia fisicamente che mentalmente. Pensate alle modelle di un tempo, secche, con seni invisibili quasi anoressiche, e paragonatele con le donne di oggi molto più sexy no ?. Ma allora le anoressiche erano sexy, era di moda. Provate ad immaginarvi il vostro idolo rock vestito alla marinaretta........ la moda, via via ci ha resi più aggressivi, o più dolci, o più tolleranti ecc. La moda, il costume determina quindi quello che si chiama il sex appeal del momento, e ogni Era ha avuto il suo. Ecco come si sviluppa allora l’amore, o l’innamoramento meglio chiamarlo; tra i due soggetti, di norma ci deve essere una possibilità di scambio. Quasi ognuno di noi ha un modello prestabilito in testa, costruito su dei valori contemporanei, valori sociali, e cerca quello, sperando di essere accettato in base ai propri valori esteriori ed interiori. Nasce l’innamoramento che purtroppo, come ben sappiamo, dura poco.
Il tempo di vivere tutte le esperienze intimamente fintanto che non c’è più niente da scoprire. Mano mano che l’intimità diventa sempre meno interessante, come lo era all’inizio, le divergenze d’opinioni, la sensazione di avere perduto la propria libertà, il calo del desiderio sessuale determinato dalla “novità” iniziale, i sentimenti di gelosia da una parte e dall’altra e infine la noiosa sopportazione, ammazzano completamente l'innamoramento e la storia finisce. Dire allora che amare è facile, è sicuramente una idiozia, un controsenso. Diciamo allora che l’amore è sicuramente una forma d’arte, come vivere. Sono convinto che questa società sia troppo impegnata per raggiungere il successo, per inseguire la carriera, i soldi, il potere e ben poche energie spenda per imparare ad amare. Sono altrettanto convinto che la ricerca dell’amore debba partire dall’amare noi stessi. Se uno non si ama, non può amare un’altra persona, ma solo fare del sesso. Dunque per amore mi piacerebbe intendere amare, non essere amati. Dare senza aspettare nulla in cambio. Spontaneità senza costruzione, senza progettazione a priori, onestà intellettuale soprattutto e non ultimo rispetto assoluto della genuina personalità dell’altro. Troppe volte ho assistito ad uomini e donne che hanno investito enormi energie “ per cambiare l’altro” per modellarlo sul proprio carattere. Frasi del tipo <> oppure <> Penso che l’amore sia una forma d’arte che si deve imparare ed affinare sempre insieme con un’altra persona, producendo nel tempo una fusione tra due esseri che non a caso la Natura ha creato diversi ma complementari. Come singoli individui non siamo completi. L’amore, quello che si può chiamare Amore, si costruisce solo nel tempo con impegno, sacrificio, saggezza e tanta tanta fatica. Tutto il resto chiamatelo come volete, ma non chiamatelo Amore.


L' amore poteva esser parte di me
quel qualcosa che dentro me
mi spinge nel sapere
e nel conoscere nell'aria i desideri,
gli odori dei sentimenti
mi fa capire che il percorso che dentro abbiamo
serve per farci scavalcare ostacoli
e i dolori che ci distruggono
andando più in là degli altri,
chi come me sente dentro forte qualcosa che non capisce
sa che più in là c'è la strada che
difficilissima da percorrere
porterà in un cammino pieno di gioie e,
che alla fine si trasformeranno in dolci silenzi
che una musica risveglierà
e cancellerà tutte le ferite forti dei nostri sentimenti
apriremo quella porta
entrando nella stanza dei nostri destini.

Senza parlare... senza pensare
in una notte in cui fare l'amore
ti continuo a baciare
ti continuo a toccare
trasformando il tuo respiro in piacere
ed ogni gesto al rallentatore
per cercare di fermare il tempo
in questa notte che non deve finire

Non ho paure... nessun timore
quando guardandomi inizi a cantare
mi scivola addosso il tuo odore
fissando nelle labbra il tuo sapore
mentre appoggi il tuo viso nelle mie mani
cerco in ogni modo di evitare
che ti avvicini troppo al mio cuore
scoprendo battiti di inconsueto amore

Vorrei chiederti di non andare
quand'è tardi perchè possa continuare
questo sogno ha trovato una fine
ti vorrei ancora baciare
ti vorrei ancora toccare
riniziando ogni giorno da capo
senza parlare... senza pensare
ed ogni notte sia quella giusta
per fare l'amore......


Fa che sia lei la mia musa
o strappa via dal mio cuore ogni poesia
brucia la mia gola
se non è per lei che posso cantare
regala ad altri i miei occhi
se non è di lei che si possono riempire

Fa che sia lei la mia musa
o riprenditi pure il mio sonno
perchè se non è per lei
non ha alcun senso sognare
tormenta pure le mie notti
nessun dolore e pari al non poterla avere


Fa che sia lei la mia musa
o fai di me una vagabonda stella immortale
per avere l'eternità come compagna
da riempire col ricordo del suo volto
felice di non potermi saziare
riscomprendo in ogni minuto la sua perfezione...

sabato, agosto 26

Il corpo mentale è il veicolo dell’Ego che risiede nel corpo causale e dove si esprime col pensiero astratto; il corpo di cui parliamo, quantunque sia il veicolo della coscienza sul piano mentale inferiore, “lavora” ugualmente nei corpi astrale e fisico dell’uomo; l’Ego si esprime e agisce come Osservatore distaccato, tramite l’intelletto.
È bene tenere presente che la quinta razza, la nostra, nello stadio attuale di evoluzione, sta sviluppando il corpo mentale concreto.
Le seguenti suddivisioni sono fatte a scopo di analisi e di studio, perché in effetti il Sé è Uno, per quanto varie possano essere le forme nelle quali si manifesta. Il mentale dell’uomo si divide in due parti distinte:
• Il corpo mentale concreto, con cui esprime i pensieri concreti.
• Il corpo causale, con cui esprime i pensieri astratti e i princìpi.
Il corpo mentale concreto è composto dai quattro sottopiani inferiori, mentre il corpo causale o mente superiore è formato di materia mentale dei tre sottopiani superiori. Esso contiene anche essenza elementale del secondo regno elementale.
Il corpo mentale è ovoidale e si proietta al di là del corpo fisico, formando un aura che aumenta di volume o dimensione a misura che l’uomo evolve.
Da notare che l’Ego agisce per mezzo del corpo mentale e tramite il sistema cerebro-spinale, mentre il sistema nervoso simpatico è strettamente legato al corpo astrale.
Principali funzioni del corpo mentale:
• Serve da veicolo al Sé allo scopo di concretizzare il pensiero.
• Esprime tali pensieri concreti per mezzo del corpo fisico, agendo attraverso il corpo astrale, il cervello eterico e il sistema cerebro-spinale.
• Sviluppa i poteri di memoria e immaginazione.
• Serve, man mano che l’evoluzione procede, quale veicolo separato di coscienza sul piano mentale.
• Assimila i risultati delle esperienze raccolte in ciascuna vita terrena e passa la loro essenza all’Ego, che è il vero uomo vivente nel suo corpo causale
L’unità mentale o atomo permanente, cuore e centro del corpo mentale, rimane stabile durante tutte le incarnazioni. Esso appartiene a uno dei sette raggi e ha il compito di conservare i risultati di tutte le esperienze acquisite durante le incarnazioni.
Quando l’uomo ha imparato a seguire soltanto gli impulsi del Sé, il suo corpo mentale diviene un riflesso del causale.
Il kama-manas (desiderio-mente) è il sé personale dell’uomo; è il manas inferiore che conferisce la nota individuale, per cui la personalità riconosce se stessa come “io” e, diventando intellettuale, si crede un’entità separata da tutti gli altri esseri, e non si rende conto dell’unità esistente al di là dei suoi sensi.
Le impressioni ricevute dal corpo astrale sono meno durature da quelle ricevute dal corpo mentale che le riproduce costantemente, servendosi della memoria e dell’immaginazione.
Il manas inferiore, quando conquista e sottomette kama (il corpo emozionale), diventa la guida delle più elevate facoltà mentali.
La certezza di poter dirigere se stessi proviene dalla consapevolezza che la natura superiore può dominare quella inferiore, quantunque quest’ultima opponga una strenua resistenza. Questo avviene quando il volere dell’uomo, che proviene dall’interno, padroneggia le circostanze esterne, perché guidato dalle esperienze accumulate.
Con il controllo di kama, il manas superiore diventa sempre più capace di trasmettere gli impulsi provenienti dall’Ego e che fluiscono nel cervello mediante il manas inferiore. L’Ego si manifesta soltanto quando le tempeste sono finite e la calma è profonda, solo allora “la Voce parla”.
L’Ego o Anima, quantunque sia onnisciente sul suo piano, nei mondi inferiori lo è solo in latenza, e raramente il manas inferiore afferra qualche lampo nel cervello fisico della conoscenza proveniente dal corpo causale, sorgente principale di ogni sapienza.
Bisogna tenere presente che quando il corpo mentale è colpito da un’onda pensiero, sorge una tendenza a produrre un pensiero simile a quello sorto nella mente di chi a dato origine all’onda e la sua potenza dipenderà dalla forza e dalla chiarezza con cui è stata costruita.
Tutti coloro che pensano hanno quindi una grande responsabilità, perché inevitabilmente i loro pensieri colpiranno una grande quantità di gente. Perciò noi dobbiamo costantemente irradiare pensieri d’amore, di calma, di pace, di aiuto e di buona volontà, servendoci della potenza del pensiero.
La potenza di pensiero di più persone formulata all’unisono è sempre più potente della somma dei loro pensieri separati, perciò è estremamente utile che ci siano riunioni costanti di gente capace di generare forme-pensiero di alto livello.
La produzione di forme-pensiero avviene seguendo alcuni principi:
• La qualità del pensiero determina il colore.
• La natura del pensiero determina la forza.
• Il carattere definito del pensiero determina la chiarezza dei contorni della forma.
• La forza del pensiero e dell’emozione determina la grandezza della forma-pensiero
• La durata dipende dal sostentamento che le viene fornito, dopo essere stata generata, mediante la ripetizione del pensiero, sia da parte del creatore che da parte di altre persone.
Se il pensatore è molto evoluto e il suo pensiero è potente, la forma-pensiero si innalza al di sopra del piano mentale, ammantandosi di materia del piano buddhico, costituendo una grande forza benefica.
Ogni individuo produce tre tipi di forme-pensiero:
• Quelle che, non essendo concentrate né sul pensatore, né particolarmente dirette su altre persone, sono lasciate dietro come una specie di scia che segna la sua strada.
• Quelle che, essendo concentrate sul pensatore, ondeggiano attorno a lui e lo seguono ovunque egli vada.
• Quelle che escono come un dardo dal pensatore dirette verso uno scopo o un oggetto definito.
La forma-pensiero della prima categoria, se non viene in contatto con nessun altro corpo mentale, gradatamente esaurisce la sua forza e quindi svanisce.
Nella seconda categoria il cervello eterico non vi partecipa affatto, perché la trasmissione avviene direttamente tra un corpo astrale ed un altro.
Nella terza categoria il pensatore dirige la sua forma-pensiero direttamente e deliberatamente sul corpo mentale di un altro pensatore. Questo, quando l’umanità avrà sviluppato il mentale superiore, sarà il sistema di comunicazione del futuro. Esso è già adoperato dai Maestri nell’istruire i loro allievi
Una forma-pensiero mandata da una persona ad un’altra rappresenta un vero e proprio trasferimento di una certa quantità di forza e di materia dal trasmittente al ricevente. Essa trasmette un’idea completa e definita, trasferendo l’esatta natura del pensiero a coloro che sono preparati a riceverla.
Una forma-pensiero d’amore o di protezione, diretta fortemente verso un’altra persona (la distanza non conta), raggiunge questa e rimane nella sua aura come uno scudo ed un agente protettore , rinforzando le forze animiche e indebolendo quelle “nemiche” che premono su di lei. Non c’è migliore difesa di un cuore ed una mente puri per proteggerci e proteggere dagli assalti “nemici”, perché, avendo dei corpi raffinati o sottili, essi non possono rispondere alle vibrazioni dense e grossolane.
Quando l’uomo sviluppa, crea, dirige e adopera le forme-pensiero coscientemente, la sua potenza è ovviamente molto accresciuta, perché egli può usarla quale agente della propria volontà.
La differenza tra il pensiero buono e quello cattivo dipende dal tipo di essenza elementale influenzata, che può essere più o meno fine. Ricordiamoci che anch’essa evolve mediante l’azione esercitata dai pensieri umani.
Il pensiero può essere trasmesso tramite telepatia diretta tra due cervelli eterici, due corpi astrali e due corpi mentali. Un pensiero produce delle vibrazioni, prima nel corpo mentale, poi nel corpo astrale, quindi nel cervello eterico e finalmente nelle molecole dense del cervello fisico. Con le vibrazioni , l’eterico è influenzato e le onde passano verso l’esterno, finché incontrano un altro cervello ricevente che, a sua volta, le trasmette ai corpi astrale e mentale, arrivando così alla coscienza.
La ghiandola pineale è l’organo di trasmissione del pensiero, ed è possibile accelerarne lo sviluppo in modo che possa adempiere la sua specifica funzione. Nel mondo mentale vi sono dei centri di pensiero il cui contenuto può essere ricevuto da coloro che sono sufficientemente forti e perseveranti. Essi offrono le seguenti possibilità:
• “Vedere” i diversi pensieri e seguirne le tracce fino a coloro che li hanno emessi e riceverne nuovi insegnamenti.
• Conoscere la verità nella Mente universale: questa può essere percepita da coloro che abbiano raggiunto l’unione cosciente con la Divinità o quanto meno se ne possono vedere i riflessi che sono alla portata di chiunque sia dotato di una mente capace d’innalzarsi a Lei.
L’uomo deve lavorare seriamente all’educazione del pensiero e a non lasciarlo vibrare a proprio capriccio; egli deve lasciare passare soltanto i pensieri che vengono dalla sua Anima : quando saprà mantenere la sua mente ferma, viva, vigile e in uno stato di assenza di pensieri, potrà manifestare la più alta coscienza.
L’aspirante deve esercitarsi deliberatamente nell’arte di pensare, in modo che possa influenzare un ambiente più vasto e produrre un effetto molto più grande di coloro che non sono esercitati.
Il corpo mentale dell’uomo è soggetto alle leggi dell’abitudine, come lo sono gli altri veicoli; quindi se lo abituiamo ad un determinato tipo di vibrazione, impara a riprodurlo facilmente e con prontezza, perché agisce come una calamita per tutti i pensieri simili ai suoi, arricchendo così di continuo il contenuto del suo mentale.
È l’ignoranza che permette l’indisciplina mentale, la conoscenza invece ci da la possibilità di controllare e porre sotto il nostro dominio il corpo mentale, tramite la volontà..
Il corpo mentale deve essere purificato e messo in condizioni di lavorare organicamente, per prepararlo alle facoltà occulte, come creare forme-pensiero e vederle per chiaroveggenza, e se anche non si è capaci di vederle, esse sono nel corpo mentale comunque; per questo è molto importante mantenere un grado elevato di purezza ed equilibrio mentale.
Dopo aver appreso la capacità di funzionare coscientemente nel corpo mentale, l’aspirante apprenderà a percepire il carattere illusorio dell’ “io personale” , a identificare se stesso con l’uomo reale, l’Ego, a vivere nel corpo causale e in seguito ad unirsi al “Padre celeste”.
La circolazione dell’energia mentale nella coscienza degli uomini, dipende dal corretto uso della mente e dalla proiezione della sua luce, sotto forma di illuminazione, a condizione che manteniamo sgombro il canale fra la mente inferiore e la superiore, e così prendere contatto col centro di conoscenza, sia esso l’Anima, la Triade spirituale, il Maestro o la Gerarchia.

mercoledì, agosto 23





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lascia il tuo corpo di unghie e di peli,


lascia il tuo sangue caldo e visibile,


lascia la tua anima stretta in un pugno.



Non ho voglia di risponderti.


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lascia le gambe in cantina appoggiate a fumare,


lascia andar via le seghe interiori di trasparenti odori di miele,


lascia la splendente bottiglia di vetro blu cobalto in bagno,


lascia Re Nordici in stanze vuote con amanti nude e sensuali,


lascia la barriera di riquadri tessuti nelle reti giallo smeraldo.


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lascia la convinzione di essere astemia,


e vieni con me a bere un whisky in un bar per amanti del brivido,


lascia piede contro piede, ginocchio contro ginocchio,


pancia contro pancia, capezzolo contro petto,


lasciati andare per favore, sono affranto , velato, singhiozzo, faccia a terra.


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ho bevuto troppi amari in un’ora, credo sia bene riposare,


spogliati senza pudore, danza attorno a ma come odalisca orientale,


svestimi e rivestimi, leccami succhiami,


urla, urla, ancora, credo di non sentire il tuo umore.


Lascia perdere, lascia stare le mie frasi sconnesse,


lascia stare il mio comportamento irritante, la mia barba introversa,


il mio sciroppo per la tosse, i miei amici traballanti,


il mio verso polveroso e il mio paesaggio marino,


il mio orgasmo finito male, rinchiuso in uno scrigno di mogano.


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lascia le lingue ideali, i piatti d’inchiostro, il secondo boccale,


lascia le corse ad ostacoli, i fili spinati,


lascia l’inaugurazione della pesca di beneficenza,


i reverendi vuoti di essenze spirituali,


lascia ancora l’Amleto, il Re Lear, il Riccardo III,


lascia il bestiame sfocato nell’argentea calura,


lascia la mia fortuna, le mie vene, la mia vecchiaia,


la mia scorza salina, il fumo della padella,


il burro sfrigolante, i capelli d’oro al vento,


lascia il tuo oceano di yogurt, il tuo ristorante d’imbarazzo,


lascia cadere i tuoi abiti, nuovamente, non ho paura della tua nudità,


so difendermi dalla tua carne nuda e bagnata,


ricoprimi di carezze, di pugni, sputi e amplessi,


ricoprimi di gioie, di noie, di cadaveri e suoni,


ricoprimi di bocche, di ritmiche risonanze, di lacrime e sorrisi.


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lascia la tua professione di artista della sopravvivenza,


lascia i tuoi coltelli di pane nel cuore e le tue ricette ,


lascia i lavori sino al tramonto


lascia le cliniche per spine dorsali e i pantaloni aperti a cattivi odori,


lascia le fiche di milioni di ragazze tremanti,



lascia chiusa la porta a chiave per spiare dalla finestra i bui vicoli,


lascia i poeti ciechi e gli aerei che rombano nell’aria,


lascia gli occhi rossi senza lacrima e i fulmini del cielo,


lascia i poveri fiori morti, gli scheletri spessi del girasole,


lascia perdere il tempo trascorso con te seduta sul letto,


senza nessuno a cui toccare le labbra,


senza nessuno a cui mostrare i dolci pianeti religiosi,


senza nessuno a cui mostrare le tue biblioteche piene di lacrime,


senza nessuno a cui toccare i capelli viola della follia.


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lascia la tua parola di alcol nascosta in mutande strette,


lascia stare la tua voglia di arrampicarti sulle mura del cimitero,


lascia la tua bocca di brutti racconti e i tuoi tamburi stonati,


lascia scorrere le lacrime sotto i tuoi occhi,


lascia stare le auto d’ombra e i volti di venti soffiati fino alla fine.


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lascia stare i frammenti delle immagini esplose violentemente nella tua testa,


lascia perdere i pungenti odori di sperma che riempiono l’aria,


lascia perdere le ostie immaginarie della grazia,


lascia i minuscoli nidi d’uccello e il cappello di paglia aderente,


lascia le cisterne di anidride carbonica e le nuvole di fumo sospese,


lascia le fontane piene di petali e i campi colmi di silenzio,


lascia stare la sborra che ti riempie la bocca con botte di getti caldi,


lascia stare i vermi solitari al posto sbagliato e i sonanti flauti del culo,


lascia perdere la monotonia della vita dei campi,


lascia perdere la pioggia di canditi tra gli alberi e la follia dei laghi,


lascia il mio corpo libero di restringersi ed esplodere,


lascia perdere i semi caldi sulla terra dell’orgasmo sparso.


Lascia su questa pagina una traccia visibile del tuo passaggio,


se ne hai la forza, la voglia,


se hai ancora le tue sale da ballo, i tuoi tulipani e carciofi,


i tuoi buona notte e terra nativa, i tuoi diamanti che splendono sempre più,


i tuoi influssi della sera,


i tuoi neuroni concettuali vinti mangiando sale, i tuoi baci sulla spalla,


i tuoi massaggiatori, vinai, decoratori di chiesa,


grandi maragià e pompieri di cornicioni, i tuoi turaccioli


e i tuoi controllori di assicurazioni, i tuoi gentiluomini


e appaltatori di impianti idraulici.


Ti prego, ti guardo negli occhi, mi chiudo per terra,


mi stringo la gola, mi asciugo il sudore, ne sento il sapore,


ti prego, ho voglia di scrittura automatica per colazione.


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lascia i chi può dirlo nelle mani del silenzio rannuvolato,


lascia i tuoi nastri di raso tra montagne e baci sul collo,


lascia il possesso e i galeotti delle buche di serrature,


lascia volare le tue scarpe dalla finestra del bagno,


lascia volare le tue calze di spugna bagnata,


lascia volare il tuo rosa di pelle violenta, il tuo pizzo di nero perverso,


il tuo giallo di voglia cattiva, il tuo verde di seme e delirio,


lascia la scrittura di poesie se non hai le palle per leggerle,


lascia la lettura di poesie se non hai la forza di viverle,


lascia il tuo cane libero, la tua vergogna libera, il tuo sesso libero,


la tua angoscia libera, il tuo limite libero, il tuo limite vivilo,


lascia delle monete d’argento sul tuo didietro,


lascia stare le tue intenzioni criminali e le azioni legali,


lascia la tua cinepresa e non osare avvicinarti a me,


lascia perdere la tua concitazione alla guida, la tua perversione in baracche di luce,


lascia oscillare i miei occhi in penombra, su frequenze che mi fanno paura,


Lascia su questa pagina una traccia visibile del tuo passaggio,


lasciati andare su questa strada assolata e polverosa,


lascia viaggiare veloce i tuoi piedi sporchi a frammenti,


dai, corri, corri, suda, vola, piangi,


graffia le vene dei tuoi capelli,


graffia le vene dei tuoi calli di sangue,


graffia le vene dei tuoi gomiti buttati,


graffia le vene dei tuoi amanti di vetro,


grafia le vene delle tue telefonate urlate,


graffia le vene dei tuoi sogni di pittrice,


graffia le vene delle tue finestre senza vedute,


graffiati, graffiati, strappa i tuoi abiti,


liberati, denudati, baciati, liberati, denudati, baciati,


non senti lo schifo dell’aria che si appiccica addosso?


Ti vedo, non temere, ti vedo correre, guardarti attorno,


vedo le tue mani martoriare le tue dolci membra,


ti vedo mentre ti graffi, ancora, sì, ancora, continua, non aver paura,


continua a sanguinare, strozzati, strozzati, fallo da sola,


dai, lasciati andare, lasciati andare,


non piangere, non adesso, stenditi per terra,


senti l’odore del tuo sangue mischiato all’asfalto bollente?


Lascia su questa pagina una traccia visibile del tuo passaggio,


lascia che il tuo corpo possa risollevarsi,


lascia che le tue ginocchia possano pungere rose spinate,


lascia che io scagli l’asta dalla lunga ombra di petali del tuo ventre,


lascia che io ricopra le tue braccia con le frecce del mio furore,


lascia che io possa saziare il mio desiderio di pianto,


lascia il tuo grande coraggio da condottiero dell’esercito,


lascia la tua limpida voce del fuoco, della polvere, del sangue,


lascia il peggio di te stessa, piangi, temi la tua sorte,


mai vedrai la fine del cielo infinito,


mai vedrai la fine di gemiti e grida di trionfo,


mai vedrai la fine di uccisi e uccisori,


mai vedrai la fine del sangue che scorre sulla terra,


del sangue che scorre sulla terra, del sangue che scorre sulla terra.


Lascia su questa pagina una traccia visibile del tuo passaggio,


lascia la disgregazione della tua personalità, la rottura delle tue parole comuni,


il tuo linguaggio schizofrenico, la tua realtà psichica frantumata,


lascia il tuo underground e la tua poesia fondata sul suono,


lascia la tua poesia che ha per base il ritmo di ballata popolare,


lascia la tua angoscia per una civiltà dove è reato comunicare,


lascia andare la più adorabile fanciulla del tuo piccolo paese,


lascia l’inaugurazione del tuo locale dove hai indossato giacca e cravatta,


lascia stare la vecchia dolce canzone d’amore,


lascia stare la tua lettera anonima con grafia goffamente contraffatta,


lascia stare il fuoco che porti addosso, il fuoco della tua proposta sconveniente,


lascia stare la femmina dal rossetto di ciliegia e la femmina dal rossetto di fragola,


lascia stare la tua voglia violenta di prenderti una delle solite sbronze storiche,


lascia stare i tuoi occhi bevuti che seguitano a vagare per la sala,


lascia stare la tua voglia di tingerti i capelli di nero,


lascia i tuoi piatti sdegnosi con uova, pomodori e pane fritto,


le tue perversioni piccole e innocenti, i tuoi pezzi di plastica


il tuo cielo azzurro e limpido, il tuo cielo singhiozzante e meraviglioso,


non ho bisogno di altro, ti giuro,


lascia che la voce triste viaggi lenta nelle nostre vene,


non ho bisogno di altro, ti giuro.


Lascia su questa pagina una traccia visibile del tuo passaggio,


sto piangendo, sto piangendo, sto piangendo,


ti guardo sanguinare, leccarti le ferite, mangiare il tuo dolore,


inghiottire il sapore della sconfitta,


lasciati andare piccola, lasciati scivolare sul mio corpo di verme invertebrato,


lasciati leccare, ancora una volta, ho voglia del tuo sangue,


ancora una volta, ho voglia della tua saliva, ancora una volta,


ho voglia della tua follia, ancora una volta,


ho voglia dei tuoi seni, ancora una volta,


ho voglia delle tue labbra, sì, delle tue labbra,


sì, delle tue labbra, ti prego le tue labbra.


Lascia il tue eterno processo intentato contro Goethe,


lascia la tua convinzione che Alexander Dumas sia un grande scrittore,


lascia il tuo sorriso amichevole e il tuo avvicinarti al mio tavolo,


lascia la tua imponente chioma grigia e la tua volontà di debolezza,


lascia stare la tua voglia di bere sin dal mattino,


la tua andatura obliqua e il tuo cadere e il tuo rialzarti


lascia stare i tuoi non capisco queste frasi sceme,


ho voglia delle tue labbra, sì, delle tue labbra,


sì, delle tue labbra, ti prego, le tue labbra.


Lascia su questa pagina una traccia visibile del tuo passaggio,


lascia il tuo stupido desiderio di possedere tutto l’oro del mondo,


lascia stare le tue solite malinconie e i tuoi tristi presagi,


lascia stare le tue caviglie grosse e le due gambe non troppo dritte,


hai una splendida carnagione, una massa di capelli lucenti,


splendido è il tuo viso, splendidi i tuoi occhi e


mi piace la tua mano quando è nella mia,


ho voglia delle tue labbra, sì, delle tue labbra,


sì, delle tue labbra, ti prego, le tue labbra.


Lascia su questa pagina una traccia visibile del tuo passaggio,


lascia stare il tuo bisogno di distruggerti,


la voglia di riempire il tuo vuoto e la tua rabbia senza fine,


lascia i tuoi attacchi tremendi di nausea,


la paralisi di ogni tuo minuscolo muscolo,


lascia stare la stanza che comincia a girare,


Ho voglia di te, sì, delle tue labbra,


sì, delle tue labbra, ti prego, le tue labbra.


lascia stare la vedova solitaria che un giorno


è stata confidente dei tuoi amori perduti,


lascia stare la pentola del latte a bollire, non gonfiare il petto, non sollevare il capo,


senza capire da dove sgorga il liquido ardente che ti brucia tra le cosce.


vorrei guardare
quando ti svegli


gli occhi aperti nella penombra


il velo della notte sulla pelle


un'aura di meraviglia


ti vorrei guardare



quando sei seria


e sai di non essere osservata


la luce dalla finestra


un vortice di fumo


ti vorrei guardare


la cima di un vulcano


capelli al vento


occhiali neri


lo sguardo di sfida per il mondo


ti vorrei toccare


lontana


quasi assoluta


stanchi dopo l’amore


il rancore che sale


ti vorrei toccare


volute di cielo si staccano


il soffio finito


torna la nausea


ho soltanto che te

Perso
nel labirinto di me stesso, già
non so quale strada mi conduce
da esso alla realtà umana e chiara



Se conoscessimo la verità la vedremmo;
tutto il resto è sistema e periferia.
Ci basta, se riflettiamo, l'incomprensibilità dell'universo;
volerlo capire è essere meno che uomini,
perché essere uomo è sapere che non si capisce.

martedì, agosto 22

La felicità è un attimo.A volte il tempo è nemico, e sparge ombre pesanti sui pensieri.A volte il sonno è nemico, quando l’incubo ti attanaglia la gola e ti ruba il respiro.I sorrisi forzati, sembrano rigurgiti di smorfie amorfe.
Quasi standardizzati mai spontanei.Gli occhi guardano smarriti alla ricerca di un raggio di sole svenduto in qualche periferia.Solo un accenno, una parola, un’idea di sereno e tutto sarebbe recuperabile.Detesto vedere nei tuoi occhi belli quella debole oscurità.Ti chiuderei le palpebre in attesa di vederle trasparenti e guardare le tue pupille brillare.


voglio annusare le tue spirali e raccogliere le gocce che evaporano quando toccano il calore della mia pelle... voglio coglierti fungo, coltivarti tra spore e licheni e muschi... mi accorgo di te come uno spettro, e come spettro ti attraverso vivendoti un istante prima di abbandonarmi al nulla ed al sublime...


Il nulla e le stelle sopra un porzione di cielo notturno…
Vediamo ciò che è già stato, impronta luminosa di ombre appartenenti al passato…
Siamo solo anni luce in ritardo e ciò che rimane è l’illusione d’immagine che confondiamo con la certezza del momento….
Gocce di ieri stillano concentriche tra le pieghe dei ricordi…
Ho pensieri da srotolare come tappeti…
Disegni e geometrie come tracce…
Sorrisi e lacrime accantonati in un angolo…
Tutto da dimenticare, niente da dimenticare…
L’appartenenza a se stessi non lo permette, né lo concede…
Neanche volendo…


Se tu non esistessi mi toccherebbe inventarti e dovrei utilizzare colori sconosciuti e forme liquide, dolci, difficili da immaginare.
E ancora non basterebbe.
Dovrei appallottolarmi, andare vicino al cuore, ascoltare i battiti e trascriverli su un foglio.
Leggere interpretando la mia idea di te, e dipingere nel cielo la tua immagine.
E ancora non basterebbe.
Dovrei domandare alla luna di regalarmi qualche goccia di se, e berne e saziarmi per sentire un tuo solo respiro.
E ancora non basterebbe.
Dovrei guardare un fuoco e parlare con lui, per farmi regalare un sogno fra le vampe e i guizzi.
E ancora non basterebbe.
Dovrei abbracciare il mare, farmi ripercorrere da un'onda assaggiare le sue lacrime e capirne la vastità.
E ancora non basterebbe.
Dovrei lasciarmi cadere, sentire la terra avvolgermi, con l'udito affinato cercare le ombre che produce e capirle.
E ancora non basterebbe...


Un amore si libera,
stranamente dall' anima
e rimane anche se te vai
e mi sembra impossibile
un amore invicibile
e dolore e dopo che sarà
io non lo so io non lo so
ma ero nei cielo ed ho perso le ali cosa faro'
camminero' camminero'
e questo amore che porta il tuo nome dimentichero'
ce la faro' ma adesso no
ora che parlo di te ancora ancora no
ce la faro' ma adesso no
voglio pensarti una notte ancora
ancora un po'.
e la mia solitudine e' una droga per l'anima
non averti e non cercarti piu'
ci provero' ci provero'
dal tuo ricordo non posso scappare
ma ci provero' camminero' camminero'
e anche se l'aria mi basta appena
non mi fermero'
ce la faro' ma adesso no
lasciami stare a pensare a sognare che ti rivedro'
ce la faro' ma adesso no
voglio restare nel buio a guardare
adesso no
se bastasse la volonta'
per cambiare la realta
con te potrei riuscirci io
con la voglia di vivere ,vivere e morire di te
di questo amore mio.
ce la faro' ma adesso no
voglio pensarti una notte ancora, ancora un po'
ce la faro' adesso no
voglio cercarti una notte ancora adesso no
il tempo passa e ce la faro' con il tempo ci riusciro'
adesso no


Le persone sole le riconosci subito,
sono come i matti:
specchi vaganti nei quali nessuno vuol
vedere riflessa la propria immagine

Quando ne incontri una
Capisci come è naturale abbassare lo sguardo;
quando ne diventi una
capisci come è innaturale un mondo senza occhi cui sorrider


Dicono che c'è un tempo per seminare
e uno che hai voglia ad aspettare
un tempo sognato che viene di notte
e un altro di giorno teso
come un lino a sventolare.

C'è un tempo negato e uno segreto
un tempo distante che è roba degli altri
un momento che era meglio partire
e quella volta che noi due era meglio parlarci.


C'è un tempo perfetto per fare silenzio
guardare il passaggio del sole d'estate
e saper raccontare ai nostri bambini quando
è l'ora muta delle fate.

C'è un giorno che ci siamo perduti
come smarrire un anello in un prato
e c'era tutto un programma futuro
che non abbiamo avverato.

È tempo che sfugge, niente paura
che prima o poi ci riprende
perché c'è tempo, c'è tempo c'è tempo, c'è tempo
per questo mare infinito di gente.

Dio, è proprio tanto che piove
e da un anno non torno
da mezz'ora sono qui arruffato
dentro una sala d'aspetto
di un tram che non viene
non essere gelosa di me
della mia vita
non essere gelosa di me
non essere mai gelosa di me.

C'è un tempo d'aspetto come dicevo
qualcosa di buono che verrà
un attimo fotografato, dipinto, segnato
e quello dopo perduto via
senza nemmeno voler sapere come sarebbe stata
la sua fotografia.

C'è un tempo bellissimo tutto sudato
una stagione ribelle
l'istante in cui scocca l'unica freccia
che arriva alla volta celeste
e trafigge le stelle
è un giorno che tutta la gente
si tende la mano
è il medesimo istante per tutti
che sarà benedetto, io credo
da molto lontano
è il tempo che è finalmente
o quando ci si capisce
un tempo in cui mi vedrai
accanto a te nuovamente
mano alla mano
che buffi saremo
se non ci avranno nemmeno
avvisato.

Dicono che c'è un tempo per seminare
e uno più lungo per aspettare
io dico che c'era un tempo sognato
che bisognava sognare




IL SORRISO

C'è un Sorriso d'Amore,
e c'è un Sorriso d'Inganno,
e c'è un Sorriso dei Sorrisi
in cui questi due Sorrisi si incontrano.

E c'è uno Sguardo d'Odio,
E c'è uno Sguardo di Disprezzo,
e c'è uno Sguardo degli Sguardi,
che tentate di scordare in vano;

perché si pianta nel profondo del Cuore,
e si pianta nel profondo della Schiena,
e nessun Sorriso che mai fu Sorriso,
ma un solo Sorriso soltanto,

che fra la Culla & la Tomba

si può Sorridere soltanto una volta;
ma, quando è Sorriso una volta,
c'è una fine a tutta l'Angoscia


Ti sei piantata qui,
come una lama di acciaio

in un legno di quercia.

Le tue dita lunghe

rebbi nel fieno odoroso,

i tuoi occhi

acqua trasparente,

la tua voce soffio

di un giovane vento:

quante canzoni

vorrei cantare con te,

quante emozioni

mi hai tessuto sul cuore,

sogni pazzi vorrei fare con te

e vorticose danze d’amore…

Ti sei piantata qui,

come una lama d’acciaio

in un legno di quercia.

lunedì, agosto 21


Un intimo possesso
Che lacera la carne dissolvendola
Nei flutti intensi di carezze
Che navigano lente
Negli umidi sapori di baci
Che si appropriano insistenti


Il sogno perfetto
Al ritmo di un movimento essenziale
Di una liquida fluidità
Il sesso che preme sul sesso
Asseconda e ignora
Pronuncia la sua irripetibilità.


Mi sono persa tra le tue braccia,
al calore dei tuoi baci,
al morbido tocco delle tue mani,
mi sono ritrovata piena di te
e sazia del tuo sesso,
mi sono persa di nuovo e smarrita,
quando ti ho voltato le spalle
per andare via da te

fammi sognare ancora fino all'aurora,
quando il sole prende il posto della luna e delle stelle,
e a me rimane la tua pelle,
il tuo sapore,
il tuo odore,
il tuo ardore,
non vedo l'ora di nuovo di giocare al dottore,
perché del mio cuore tu sei il cardiologo,
della mia pelle il dermatologo,
premio nobel come ginecologo,
è a te che dedico questo monologo d'amore

sabato, agosto 12


Strada facendo vedrai......

cosa ci fa andare avanti?......

cosa vedro' ancora?.....

vivremo solo la speranza che domani ci sara' giorni migliori, forse è questa che ci fa andare avanti.

Avanti con le nostre illusione....


tu andrai
e accosterai il tuo viso a un altro viso
le tue dita intrecceranno altre dita
e io resterò come veliero nei porti silenziosi

ma ti possiederò più di chiunque altro


Rosa da vedere
Rosa da sognare
Rosa da volere
Rosa da strappare
Rosa da vestire
Rosa da spogliare
Rosa da capire
e da perdonare
Rosa da servire
e da imprigionare
Rosa da impazzire
Rosa da implorare
Rosa da fuggire
e da ritrovare...


Come un leone stai, nascosto nel folto della savana fiuti il mio odore,mi osservi immobile, silenzioso,e se la gazzella troppo s'allontana, ecco un tuo fruscio nell'erba:l'obbliga a fermarsi, a voltarsi a scrutare il pericolo.Tutto si ferma in uno sguardo incrociato:l'attesa della predal'esitazione del predatore.
Sii leone, dunque:predami e agguantami,affonda i tuoi artigli nella carne,strappami l'anima e mordimi il cuoreio sarò il tuo pasto e non lasciar nulla di me,non un lembo di pelle,non una goccia di sangue.
Divora la tua preda e non fermarti,ché più mi divori, più mi appartieni.

IO:

Viandante mi definisti una sera d'estate,
pellegrino scalzo che percorri tortuosi sentieri,
dentro di te, a piccoli passi seguo
la geografia del tuo cuore.

TU:


Ti sento, dentro,
e immagino la tua memoria come un disegno
e dentro ci sono io, mappa di desideri e passione,
leggimi, studiami e prendimi e fammi sentire,
quanto ami il tuo viaggio dentro di me,
amami, prendimi, legami ai tuoi sandali,
e portami in giro con te
...

martedì, agosto 8


quando noi pensiamo alla nostra vita - alla nostra biografia - tendiamo ad organizzarla intorno alle grandi passioni che l'hanno motivata. Tramite la passione vi è una conoscenza corporea e una corporeità dei pensieri, che si rivela nel momento in cui le viviamo...


Distesa con te...il tuo profumo dolcissimo mi avvolge l'anima...il tuo corpo accanto al mio acuisce i miei sensi e alimenta il mio desiderio... i nostri cuori s'intrecciano nell'incantesimo, di questo nostro amore, che vive al di là dei brevi attimi che scandiscono le nostre esistenze. Guardo il tuo viso bellissimo ed il tuo sguardo su di me mette a nudo il mio essere che è completo solo quando si fonde col tuo... sensazioni intense s'impadroniscono di me e mi stordiscono...non riesco più a pensare...voglio solo toccarti...accarezzare la tua pelle, baciarti con passione ardente... i nostri corpi,sigillati da un abbraccio,diventano una cosa sola...
Poi ci ritroviamo l'una nelle braccia dell'altra e chiudendo gli occhi,ci ritroviamo lassu' tra quelle stelle a cui abbiamo affidato i nostri sogni d'amanti..


Nessuno è solo finchè di notte
Anche lontano ha chi non dorme
Per pensare a lui… e penserai a lei ancora
Rimani e pensa a questa notte
A quelle cose dette e fatte
A tutto il tempo ancora
Senza rimpianti
Che avrai davanti insieme a lei..


grandi notti d' estate
che nulla muove oltre il chiaro
filtro dei baci, il tuo volto
un sogno nelle mie mani.

Lontana come i tuoi occhi
tu sei venuta dal mare
dal vento che pare l' anima.

E baci perdutamente
sino a che l' arida bocca
come la notte è dischiusa
portata via dal suo soffio.

Tu vivi allora, tu vivi
il sogno ch' esisti è vero.
Da quanto t' ho cercata.

Ti stringo per dirti che i sogni
son belli come il tuo volto,
lontani come i tuoi occhi.

E il bacio che cerco è l' anima.

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